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MASSIMOSCIACCA

THEFINALSHOW

The tend among the buildings

Dopo aver attraversato Piazza Skanderberg, la piazza principale di Tirana, tra enormi cantieri e nuovi scintillanti grattacieli firmati dai più importanti nomi dell’architettura mondiale, il vero volto della capitale albanese riappare come in un vecchio film degli anni trenta:  gli edifici decorati, le grandi grafiche tradizionalidai toni caldi affrescate sui muri, i bazar che si snodano per vecchie strade, attraverso i cortili interni dei vecchi palazzi popolari. All’interno di uno di questi, il piccolo tendone di un circo spunta come un fungo anomalo, un punto rosso in un giardino di cemento. Il circo di Tirana, ufficialmente fondato nel 1952 da un gruppo di artisti albanesi, Telat Agolli, Bajram Kurti, Xhuzepina Prendi , Bardhyl Jareci e Abdyl Karakashi,ha in realtà una storia molto più antica e affascinante. La storia narra che Enver Hoxa, dopo un primo disastroso rapporto con l’Unione Sovietica, si rivolse al governo Cinese per il supporto industriale e logistico. In occasione di una sua visita a Beijing per stipulare accordi, fu invitato ad uno spettacolo di artisti e giocolieri circensi. Ne fu così attratto ed entusiasta che volle istituire in patria una vera e propria scuola circense. Negli anni della sua inflessibile e durissima dittatura, ogni domenica centinaia di famiglie si mettevano in fila  davanti al piccolo tendone per assistere alla magia dei giocolieri alle prodezze dei trapezisti e dei funamboli, alle risate dei clown. Il circo non era infatti solo uno spettacolo per bambini, ma uno dei rarissimi momenti di svago e di leggerezza nella vita di ogni famiglia albanese, costantemente oppressa da un regime tra i più feroci ed efferati della storia recente. La scuola circense è tuttora un istituzione in Albania. Ogni anno bambini da ogni parte del paese tentano l’ammissione, sognando di diventare intrepidi trapezisti o giocolieri famosi. Gli insegnanti seguono da vicino i giovani atleti non solo nella loro crescita fisica ed artistica, ma anche sul piano personale, crescendo insieme come in una grande famiglia di artisti.Negli ultimi tre decenni lo spettacolo del circo ha inevitabilmente ceduto il passo ed il successo ai nuovi e più attraenti svaghi importati in grande quantità dal nuovo capitalismo Albanese, e ormai sono poche le famiglie sedute sugli spalti sotto il tendone con le stelle, durante lo spettacolo della domenica.

La nuova Tirana sta avanzando, i grattacieli sfiorano ormai le vecchie case popolari che circondano e proteggono il circo e la sua scuola. Il nuovo piano regolatore della capitale prevede un ulteriore ampliamento nella zona di piazza Skanderberg  per costruire nuovi ed eleganti edifici. Se approvato, il circo e la sua scuola di talenti circensi rischiano di scomparire. In questi ultimi anni il progetto United Nation Development Programme (UNDP) si è posto l’obiettivo di finanziare alcune delle attività del circo, incrementando il numero delle performance e la visibilità dei giovani artisti circensi albanesi all’estero. Forse non basterà a fermare il progresso, ma il fascino e la storia di questo piccolo grande circo di quartiere di certo non finirà dentro un grattacielo nel centro di Tirana.

MASSIMOSCIACCA

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